Ingegneri veneziani riflettono sul MoSE in attesa della prova generale del 30 giugno

Martedì 30 giugno è in programma la prova generale MoSE che muoverà tutto il sistema idraulico delle 78 paratoie al Lido, a Malamocco e a Chioggia. L’Ordine Ingegneri Venezia segue con attenzione l’evolversi situazione. Il Presidente presenta gli interventi dei due coordinatori del Gruppo di lavoro ACQUE ALTE E MOSE e della Commissione CLIMATE CHANGE.

Il 31 maggio si è svolto un nuovo test MoSE in condizioni meteo normali e mare calmo. Sono state sollevate 37 paratoie in contemporanea, 19 a Malamocco e 18 a Chioggia.

ing. Mariano Carraro MoSE - test 31 maggio 2020 - prova generale 30 giugno 2020 - Ordine Ingegneri VeneziaInterviene il nostro Presidente ing. Mariano Carraro: “Dopo il convegno organizzato dall’Ordine e dal Collegio Ingegneri di Venezia, lo scorso 8 febbraio all’Ateneo Veneto, sul tema delle Acque alte e del MoSE, sono stati attivati, sempre da Ordine e Collegio, due gruppi di lavoro sull’argomento, a testimonianza del persistente interesse – preminentemente tecnico – sul tema, da parte degli ingegneri veneziani.

Con l’approssimarsi, per fine giugno, dell’innalzamento, per la prima volta, di tutte le paratoie del MoSE, ecco il pensiero dei due coordinatori, ing. Marco Baldin e ing. Sandro Boato”.

ing. Marco Baldin MoSE - test 31 maggio 2020 - prova generale 30 giugno 2020 - Ordine Ingegneri VeneziaIng. Marco Baldin, coordinatore del Gruppo di lavoro ACQUE ALTE E MOSE

Sono trascorsi 54 anni (novembre 1966) dal drammatico evento che evidenziò agli occhi di tutto il mondo la fragilità di Venezia e della sua laguna; 40 anni (maggio 1981) dal progetto di massima di difesa dalle acque alte redatto da sette esperti incaricati dal Ministero LL.PP. di trovare una soluzione; 17 anni (maggio 2003) dall’avvio – dopo infiniti studi e polemiche – dei lavori di costruzione del Modulo Sperimentale Elettromeccanico – per tutti il “MoSE” – il sistema di sbarramenti mobili che deve difendere Venezia dall’acqua alta. I lavori, affidati ad un concessionario unico – il Consorzio Venezia Nuova (CVN) – avrebbero dovuto concludersi 4 anni fa; invece i lavori del MoSE sono ancora in corso, ritardati dal malaffare e dalle inchieste.

Il commissariamento del CVN e la soppressione del Magistrato alle Acque (giugno 2014), non hanno risolto la situazione; i lavori oggi procedono con grande lentezza, tra polemiche e contrasti che coinvolgono il provveditore OOPP, i commissari e le imprese.

La mareggiata dello scorso anno (novembre 2019), seconda per gravità solo a quella storica del 1966, ha riacceso le polemiche sui ritardi e sui costi di un’opera che gli oppositori considerano “inutile e dannosa”, mentre i partigiani “l’unica concreta possibilità”.

Secondo le dichiarazioni dei commissari, confermate dal provveditore OOPP, il MoSE sarebbe ormai completato al 93% e la copertura finanziaria sarebbe garantita; mancherebbero solo gli impianti definitivi (previsti per dicembre 2020) e le fasi di gestione sperimentale e di avviamento all’esercizio, prima di arrivare alla consegna definitiva dell’opera, nel dicembre 2021.

Tuttavia, dando per buona questa data, rimangono ancora da risolvere questioni fondamentali mai chiarite: chi sarà il gestore del MoSE, quali le modalità di esercizio, quali risorse verranno messe a disposizione per sostenere i costi di manutenzione e di gestione, che sicuramente saranno rilevanti.

Ma i problemi che oggi sembrano preoccupare di più i tecnici e l’opinione pubblica, sono quelli legati all’impiego delle barriere mobili. Il MoSE è stato pensato negli anni ’80 del secolo scorso per difendere Venezia e la sua laguna dai livelli di marea superiori ai 110 centimetri sullo zero del mareografo di Punta della Salute (ZMPS); un’eventualità questa che – nelle previsioni dei progettisti – avrebbe dovuto verificarsi da 3 a 4 volte l’anno, implicando chiusure dei collegamenti mare-laguna di durata massima da 4 a 6 ore consecutive; oggi però è evidente che, con l’attuale tendenza all’innalzamento del livello medio del mare, la frequenza degli interventi del MoSE è destinata ad aumentare progressivamente col tempo ed i periodi di chiusura a protrarsi, fino d ipotizzare la possibile chiusura completa e permanente delle bocche di porto. Una prospettiva drammatica per le implicazioni economiche (agibilità del porto) e ambientali (qualità delle acque).

E’ questo un quadro complessivo preoccupante ma, nello stesso tempo, incerto, che genera confusione nell’opinione pubblica, spinta a propendere per oppositori o partigiani del MoSE, sulla base di sensazioni personali o di posizioni politiche preconcette.

L’Ordine e il Collegio degli Ingegneri di Venezia, sono convinti che, al punto in cui sono le cose, sia inutile ridiscutere il progetto e rinfocolare vecchie polemiche, ma sia piuttosto indispensabile concludere al più presto i lavori e mettere in servizio le opere affrontando i problemi emersi.

A tal fine, hanno istituito la Commissione “MoSE e acque alte” con l’intenzione di seguire lo sviluppo delle fasi conclusive dei lavori, approfondire gli aspetti tecnici ed economici connessi con l’esecuzione e l’esercizio delle opere di sbarramento; un contributo concreto alla soluzione dei problemi, un supporto efficace all’azione dei commissari e del provveditore LLPP.

Ing. Sandro Boato, coordinatore della Commissione CLIMATE CHANGE

ing. Sandro Boato Climate Change MoSE - test 31 maggio 2020 - prova generale 30 giugno 2020 - Ordine Ingegneri VeneziaL’Ordine e il Collegio degli Ingegneri di Venezia hanno istituito la Commissione Climate Change, che ha lo scopo di studiare il fenomeno del cambiamento climatico, che tanto influisce sulla vita del pianeta. Com’è noto, nell’ultimo secolo la temperatura del pianeta è andata gradualmente aumentando, provocando fenomeni quali l’innalzamento del livello dei mari, ma anche lunghi periodi di siccità, la desertificazione dei territori, l’aumento della frequenza dei fenomeni meteorologici “estremi” (piogge intense, uragani, inondazioni), tutti fenomeni che condizionano pesantemente la vita e le attività dell’uomo. L’aumento della temperatura, legato alle emissioni di CO2 in atmosfera, è destinato ad intensificarsi nel futuro, se non si interverrà in modo deciso e immediato. Su come affrontare il problema il dibattito è aperto, le soluzioni sono molteplici, ma di grande complessità, perché implicano interventi che influiscono direttamente sul lavoro, sui trasporti, sulla mobilità, e quindi sulla vita di tutti noi.

Nel nostro territorio il fenomeno dell’innalzamento del livello del mare è particolarmente incisivo e preoccupante, segnatamente per la situazione di Venezia, che in caso di alte maree sostenute vede l’allagamento di molta parte della città, con disagi e danni conseguenti: quanto è successo lo scorso novembre testimonia in modo evidente la gravità della situazione.

Il tema dei cambiamenti climatici quindi va affrontato con decisione dai Governi, individuando soluzioni condivise a livello globale, e la società degli ingegneri può e deve fornire un contributo fondamentale per vincere questa sfida.

Approfondimenti sul MoSE

 

 

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