Gestione dell’innovazione: la proprietà intellettuale

“Con grande piacere – introduce il Presidente ing. Mariano Carraro – diamo evidenza all’articolo estratto da U&C n.05 del Maggio 2021 curato da Marco Gorini e Marco Cibien, sulla gestione della proprietà intellettuale. L’articolo fa riferimento alla norma internazionale ISO56005 pubblicata a fine 2020, a cui Gorini stesso ha partecipato attivamente allo sviluppo e alla revisione finale.

Gorini è iscritto all’Ordine di Venezia ed è componente della nostra commissione Industria e Innovazione dell’Ordine Ingegneri di Venezia, che anche in questo modo valorizza le competenze dei propri iscritti e partecipa allo sviluppo tecnico gestionale a livello internazionale”.

Marco Gorini* e Marco Cibien**

Riflessioni e considerazioni prospettiche sulla proprietà intellettuale e il relativo approccio

Tutela, difesa e protezione sono i termini che siamo soliti sentire quando si parla di proprietà intellettuale e dei diritti correlati e sicuramente, da un punto di vista legale, sono dei termini corretti; dal punto di vista imprenditoriale, però, le cose cambiano o quantomeno questi termini diventano riduttivi.

IL BREVETTO A VENEZIA

Caso emblematico è lo statuto dei brevetti promulgato il 19 Marzo 1474 dal Senato della Repubblica di Venezia; viene indicato come primo esempio al mondo di legislazione sui brevetti ma pochi sottolineano che la strategia della Repubblica era quella di attirare così a Venezia inventori da tutto il mondo per accrescere la propria forza militare e rafforzare la posizione commerciale ed economica attraverso le competenze tecnologiche.

La proprietà intellettuale (IP – Intellectual Property) vista come protezione è sicuramente importante; attraverso i diritti correlati funziona come una “polizza assicurativa” sugli investimenti fatti per la generazione di nuove idee, le fasi di ricerca e sviluppo, la realizzazione e introduzione sul mercato delle soluzioni. Ciononostante, quando parliamo di innovazione e competitività, la proprietà intellettuale dovrebbe essere considerata per il valore che si andrà a generare con l’introduzione di prodotti, processi e servizi sul mercato e la gestione dell’IP diventa cruciale per l’appropriazione, la gestione e la redistribuzione di tale valore.

Il livello di crescita economica dipende in modo rilevante da fattori quali l’innovazione e la competitività e per questo è importante che le organizzazioni cerchino strategie attraverso cui innovare ed essere competitive sul mercato. Brevetti, marchi, disegni, diritti d’autore e segreti commerciali e la loro gestione devono far parte di una strategia relativa alla IP, completamente allineata con quella aziendale e per l’innovazione e, di conseguenza, il corretto approccio di gestione dell’IP andrà configurato a seconda del modello di business dell’organizzazione, del settore tecnologico e del mercato in cui opera. In definitiva, il concetto di analisi del contesto, che recupereremo a breve.

L’IP e i diritti correlati non sono di certo un tema nuovo anche nelle politiche a supporto dello sviluppo economico e ci sono diversi esempi di come anche in passato molti Stati abbiamo legiferato in merito.

Il brevetto e qualsiasi diritto di privativa, non può e non deve essere visto come una leva di innovazione a sé stante, e con la sola accezione difensiva, ma deve essere sviluppata una strategia relativa all’IP con una visione chiara sulla necessità del valore che si andrà a generare. In questo modo la IP e la sua gestione possono diventare uno strumento pro-attivo per: migliorare i propri margini competitivi, aumentare la presenza diretta sui mercati, accrescere la reputazione della propria organizzazione come innovatrice e leader di mercato (costruzione del brand, differenziazione e posizionamento delle offerte, fedeltà dei clienti), migliorare la generazione di idee e le fasi di R&D, aumentare ritorni economici sugli investimenti, gestire l’incertezza e ridurre i rischi e i costi correlati e , non ultimo, per l’appropriazione, l’articolazione e trasferimento del valore. La difficoltà che spesso si incontra quando si considera questo valore collegato all’IP, o agli asset intangibili in generale, è data dal fatto che alcune capacità non sono ascrivibili a bilancio e spesso vi è una notevole differenza con il reale valore di mercato (84% del valore di mercato di alcune industrie leader mondali è dato dagli intangibili). Se da un lato è evidente come le principali industrie mondiali siano in grado di generare e gestire questo valore attraverso gli asset intangibili e la gestione dell’IP e dei diritti correlati, dall’altro purtroppo assistiamo ancora a uno scarso utilizzo consapevole dei diritti IP da parte delle PMI (solo il 9%), che in Europa rappresentano il 99% di tutte le imprese e il 57% del valore economico dell’EU.

Che sia quindi un problema di “prospettiva”? Sicuramente gli altri vantaggi dell’utilizzo dell’IP come strumento per la competitività sopra elencati non vengono spesso colti dalle PMI, proprio per la confusione tra i concetti di invenzione e innovazione e da una visione sugli aspetti legali e di tutela, anziché imprenditoriale vera e propria.

Da qui la necessità di sviluppare una parte dedicata alla gestione IP all’interno del corpus normativo della nuova serie ISO 56000, a cui stanno partecipando industrie, PMI, consulenti, ricercatori e professionisti di tutto il mondo. Trovare un linguaggio comune è diventato obbligatorio, proprio per poter collaborare nei processi di innovazione con una visione condivisa e un chiaro intendimento su come gestire i diversi processi, il ruolo dell’IP e i rapporti tra tutti gli attori di una catena del valore.

La nuova UNI ISO 56005:2020: uno strumento integrato di gestione dell’IP

Nel 2013 fu pubblicata la CEN 16555-1 dal CEN, una specifica tecnica europea sul sistema di gestione dell’innovazione a cui hanno fatto seguito diverse parti a supporto tra cui una, la 16555-4:2014, sulla gestione dell’IP. Successivamente, sotto la richiesta di molti Paesi non europei che ritenevano cruciale che venisse sviluppato un corpus normativo di settore che avesse carattere internazionale, l’ISO ha lanciato il Comitato tecnico ISO/TC 279 “Innovation Management”, che si è fatto interprete del progetto ISO 56000.

Dopo l’uscita delle prime norme sul sistema di gestione (ISO 56002:2019), su Fondamenti e vocabolario (ISO 56000:2020), sulle partnership per l’innovazione (ISO 56003:2019) e sull’assessment (ISO/TR 56004:2019), sul finire del 2020, dopo oltre 4 anni di lavoro, ha visto la luce la nuova ISO 56005 “Tools and methods for Intellectual property management”1 .

Secondo la ISO 56005, un’organizzazione può sfruttare l’IP per raggiungere i propri obiettivi aziendali e implementare iniziative di innovazione, per una serie di finalità, come:

  • posizionamento strategico;
  • trovare percorsi di innovazione;
  • proteggere i risultati dei processi d’innovazione;
  • attrarre e garantire investimenti;
  • aumentare il vantaggio competitivo;
  • stabilire la chiara titolarità del IP e IPR;
  • stabilire la libertà di operare;
  • creare e redistribuire valore per l’innovazione;
  • consentire la collaborazione con partner, concorrenti e clienti.

Per far sì che questa norma fosse in linea con quanto già definito nelle ISO 56000 e ISO 56002, si è partiti seguendo gli otto principi fissati per l’elaborazione della norma sul sistema di gestione dell’innovazione, e di come la IP influenzi in modo efficace la gestione dell’innovazione.

  1. Realizzazione di valore ► La gestione della IP dovrebbe creare valore per tutte le parti interessate.
  2. Leader orientati al futuro ► Sfidare lo Status Quo. I leader di un’organizzazione dovrebbero motivare dipendenti e altre parti interessate a generare, proteggere e sfruttare l’IP in vista della creazione di valore a lungo termine per l’organizzazione.
  3. Orientamento strategico ► L’organizzazione dovrebbe allineare la strategia di gestione della IP con le sue strategie di business e innovazione.
  4. Cultura ► L’organizzazione dovrebbe promuovere e sostenere internamente principi, valori, convinzioni e comportamenti al fine di generare, proteggere e sfruttare l’IP per la creazione di valore a lungo termine per l’organizzazione.
  5. Sfruttamento ► delle intuizioni (insight) L’organizzazione dovrebbe accedere a una vasta gamma di fonti di conoscenza IP, interne ed esterne, per sviluppare sistematicamente competenze a supporto di esigenze dichiarate e non dichiarate.
  6. Gestione ► dell’incertezza L’organizzazione dovrebbe valutare e gestire le incertezze e i rischi dell’innovazione dal punto di vista dell’IP.
  7. Adattabilità ► L’organizzazione dovrebbe adottare processi di gestione dell’IP in modo tempestivo per affrontare i cambiamenti nel contesto e garantire un costante allineamento con lo scopo desiderato e le capacità fondamentali.
  8. Approccio sistemico ► L’organizzazione dovrebbe gestire l’IP sulla base di un approccio sistemico (anziché su base ad hoc), al fine di ridurre i rischi organizzativi e migliorare il potenziale di creazione di valore per l’organizzazione.

Il gruppo di lavoro incaricato di sviluppare la norma ISO 56005 era composto da industrie, consulenti IP, delegati di associazioni e ordini professionali e rappresentanti di organizzazioni internazionali come EPO, LESI, OECD2 , ecc. Tenendo a mente i principi sopra descritti e i processi di innovazione così come definiti nella ISO 56002, i membri del gruppo di lavoro WG3 hanno progressivamente elaborato e finalizzato il documento, che è stato quindi pubblicato da ISO come standard internazionale.

La ISO 56005, non inventa nulla di nuovo; semplicemente “mette nero su bianco” come si gestisce efficacemente la IP nell’ambito dell’innovazione, sottolineando in particolare:

  • come definire un quadro di riferimento (framework) di gestione IP per l’implementazione delle attività (punto 4);
  • come costruire una strategia relativa alla IP che sia parte integrante delle strategie di business e di innovazione (punto 5);
  • come impostare le attività di gestione dell’IP legate ai processi di innovazione (punto 6);
  • quali sono gli strumenti e metodi IP e come integrarli nei processi di innovazione (Appendici da A ad F).

In particolare, in riferimento al primo punto sul quadro di gestione, seppur non si tratti di un sistema di gestione, la ISO 56005 segue pedissequamente le logiche dell’HLS (High Level Structure), ossia la struttura di alto livello elaborata da ISO per far sì che tutte le norme di sistemi di gestione siano coerenti tra loro dal punto di vista terminologico-concettuale (21 termini e definizioni) e strutturale (7 punti norma specifici), focalizzandosi sui seguenti punti: comprensione del contesto dell’organizzazione, stabilire una gestione sistematica dell’IP, leadership e responsabilità nella gestione IP, cultura, capitale umano, considerazioni finanziarie e considerazioni legali. Non per ultimo, anche l’adozione di un approccio basato sul rischio (risk-based approach) è un aspetto centrale, che pervade l’intero documento, in coerenza con le logiche di HLS. L‘obiettivo di armonizzare in un quadro coerente e condiviso tutte le peculiari attività di gestione della IP a supporto di una gestione efficiente dell’innovazione è finalmente disponibile. Non si parlerà più solo di registrazione di brevetti e di protezione, ma si gestiranno attività quali l’analisi del contesto IP (IP landscaping) per trovare percorsi di innovazione e identificare gli attori che vi operano; si gestirà un portafoglio IP con cui si potrà aumentare il vantaggio competitivo e si gestirà il valore articolandolo attraverso i diversi titoli di privativa; si commercializzerà IP realizzando valore economico dalla gestione di licenze e cessioni; si gestirà il rischio IP stabilendo la libertà di agire (freedom to operate).

Con la ISO 56005 si aggiunge un altro fondamentale tassello alla serie ISO 56000: uno strumento pragmatico e concreto per tutte quelle organizzazioni che vogliono seriamente dimostrare di essere innovative agli occhi dei partner internazionali e intendono utilizzare la leva della gestione dell’innovazione per creare valore.

*Marco Gorini Membro di UNI/CT 016/GL 89 “Gestione dell’innovazione e delegato nazionale presso ISO/TC 279 “Innovation management” CNI

**Marco Cibien Referente Qualità e Assistenza Tecnico-Normativa di UNITRAIN

INNOVATION MANAGEMENT: THE INTELLECTUAL PROPERTY

At the end of 2020 the new standard ISO 56005, Innovation management – Tools and methods for intellectual property management – Guidance, has been published. ISO 56005 is part of the ISO 56000 series on innovation management and it describes the importance and the key role played by IP management as an essential part of the innovation processes, providing guidelines to help organizations to develop and implement IP strategies, to feature an IP management framework and to generate value on the market. More details in this article.

Note

1 La norma è disponibile a catalogo nazionale come UNI ISO 56005:2021 “Gestione
dell’innovazione – Strumenti e metodi per la gestione della proprietà intellettuale – Guida”
ed è attualmente in fase di traduzione. È inoltre in corso la relativa adozione a livello
europeo CEN, come già accaduto recentemente per le ISO 56000, ISO 56002 e ISO 56003.

2 European Patent Office (EPO), Licensing Executives Society International (LESI),
Organization for Economic Co-operation and Development (OECD).

Articolo estratto da U&C n.05 del Maggio 2021

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