Assegnato alla Procuratoria di San Marco il XXXVI Premio Torta per il restauro di Venezia. Menzione d’onore a Venice Gardens Foundation

Nella culla della cultura dell’Ateneo Veneto, la Procuratoria di San Marco ha ricevuto il XXXVI Premio Pietro Torta per il restauro architettonico di Venezia. Solenne cerimonia in Aula Magna con Menzione d’onore a Venice Gardens Foundation.

Il Premio biennale Pietro Torta è organizzato da Ateneo Veneto assieme all’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia e il Collegio degli Ingegneri di Venezia.

LE PERSONE PROTAGONISTE

In questo primo video il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia Mariano Carraro anima un dialogo con S. E. il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il Primo Procuratore di San Marco Carlo Alberto Tesserin, la Presidente di Venice Gardens Foundation Adele Re Rebaudengo, l’Assessore del Comune di Venezia Francesca Zaccariotto, il Presidente del Collegio degli Ingegneri di Venezia Sandro Boato, la Presidente della Commissione del Premio Torta Paola Marini, il Presidente dell’Ateneo Veneto Ambasciatore Gianpaolo Scarante.

Gli ospiti dell’evento sono stati accolti dal Presidente dell’Ateneo Veneto, l’Ambasciatore Gianpaolo Scarante, assieme al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia Mariano Carraro, al Presidente del Collegio degli Ingegneri di Venezia Sandro Boato e alla Presidente della Commissione del Premio Paola Marini.

Nell’introduzione il Presidente dell’Ateneo Veneto Ambasciatore Gianpaolo Scarante ha ricordato quel sabato di novembre di due anni fa quando si tenne la cerimonia nell’Aula Magna completamente allagata. Queste le sue parole: “Fu la determinazione dell’amico Mariano Carraro a sciogliere gli ultimi dubbi: egli, nell’esaminare i pro e contro a un certo punto disse, basta facciamola! E facemmo la cerimonia e tutto andò per il meglio. Fu forse la prima manifestazione pubblica dopo la catastrofica aqua granda e il suo svolgersi venne interpretato quale segno di speranza. Anche stavolta siamo reduci, speriamo di poterlo dire, da un’altra gravissima calamità, cioè la pandemia Covid-19. Ciò diventa quindi un motivo di speranza per tutti noi, la speranza di ritrovare un futuro fatto di socialità, di solidarietà e di razionalità condivisa da tutti”.

Mariano Carraro, Presidente Ordine Ingegneri Città Metropolitana di Venezia, ha ringraziato il Presidente dell’Ateneo Veneto Gianpaolo Scarante e sottolineato che fino al 1997, anno della sua scomparsa, animatrice e generosa finanziatrice del Premio fu Paola Volo Torta, vedova dell’insigne ingegnere. Come membro della Commissione Premio Pietro Torta 2021 ha ringraziato la Presidente Paola Marini e la coordinatrice Silva Menetto, Gianmario Guidarelli, Maura Manzelle e Mauro Marzo per l’Ateneo Veneto, Roberto Scibilia per l’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, Sandro Boato ed Erio Calvelli per il Collegio degli Ingegneri della Provincia di Venezia.

Nel saluto della Città di Venezia, portato da Francesca Zaccariotto, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia è stato sottolineato che il Premio è ogni volta un’occasione di incontro e di confronto sui temi riguardanti la salvaguardia della città, su quello che si è fatto, che si sta facendo, che si potrebbe fare in futuro. E’ una sorta di presa di coscienza e di sottolineatura per ognuno di noi, nell’ambito dei rispettivi ruoli, della responsabilità che abbiamo verso questa città, che deve rimanere unica e straordinaria, con la speranza di avere a disposizione mezzi e finanziamenti per realizzare opere che, in qualche caso, Venezia aspetta ormai da tanto tempo.

INTERVENTO DEL PATRIARCA DI VENEZIA S.E. MONS. FRANCESCO MORAGLIA

“Rivolgo il mio ringraziamento al Presidente dell’Ateneo Veneto, l’Ambasciatore Giampaolo Scarante, per l’invito all’odierna cerimonia. Il grazie va anche a quanti promuovono il premio “Pietro Torta” che, in questa edizione 2021, è stato assegnato alla Procuratoria di San Marco “per  – recita la motivazione – la costante e qualificatissima opera di restauro e manutenzione” portata avanti a favore della Basilica cattedrale e, di fatto, all’intera città di Venezia e di quanti, da ogni parte d’Italia e del mondo, vengono ad ammirarla.

Rinnovo la mia stima e gratitudine al Primo Procuratore di S. Marco, Carlo Alberto Tesserin, che ritira il premio ed “incarna” al meglio la cura e la passione per l’ingente e delicata opera di conservazione, restauro e manutenzione di cui la Basilica – dedicata all’evangelista e martire Marco – ha costante bisogno, ha detto il Patriarca di Venezia. La storia del premio Torta testimonia che questa onorificenza è stata assegnata sempre a personalità ed istituzioni che si sono distinte per l’amore alla città e alla cultura del territorio a cui veniva riconosciuto un ruolo speciale nella tutela di Venezia e nella sua promozione. Il premio oggi assegnato a Carlo Alberto Tesserin va in tale direzione.

Il servizio attuale del Primo Procuratore alla Basilica di San Marco mostra la costanza del suo impegno per la città e la sua vivibilità che si concretizza nella realtà della Basilica che, con i suoi secoli di storia e la sua bellezza, rappresenta la vita della Chiesa locale ed è l’immagine di tutte le comunità parrocchiali e religiose della Diocesi di cui è il simbolo dell’unità e della comunione.

Non c’è solo la Basilica ma quanto viene fatto a suo favore è simbolo dello sforzo per edificare una polis contraddistinta da peculiari rapporti che trovano l’ultima spiegazione nel Vangelo. Dai problemi conservativi alla capacità di accoglienza, dalle celebrazioni delle feste alle liturgie quotidiane o appuntamenti culturali, la Basilica richiama ogni chiesa del Patriarcato.

Riconoscere e premiare l’impegno di chi custodisce la Basilica significa sottolineare l’impegno condiviso di quanti lavorano nelle diverse comunità della Diocesi e sono veri custodi della bellezza, dei servizi di carità, di educazione, di prossimità e di dialogo, illuminati dal Vangelo. E tutto questo non può che essere motivo di gioia e speranza per il Vescovo di una Chiesa locale.

La cerimonia di oggi avviene a due anni dalla tragica “acqua granda” del novembre 2019 che – prima dell’attuale e drammatica pandemia con le sue ulteriori conseguenze – aveva messo in ginocchio la città e molte sue strutture ed attività. La città, però, non è stata a guardare e superando gravi difficoltà ha cominciato a rialzarsi e a porre le premesse per una ripresa complessa, mai da dare per acquisita.

La Basilica ora viene di nuovo visitata, talvolta vi sono anche turisti in attesa. Da qualche tempo, infatti, Venezia – che festeggia il suo 1600esimo compleanno – è di nuovo tornata a “vivere” e ad avere fiducia nel futuro.

Gli accadimenti chiedono con forza che la città sia messa – da parte di tutti (istituzioni, politica, economia, realtà sociali e culturali ecc.) – in condizione non di sopravvivere ma di avere un progetto in sintonia col particolare tempo di transizione che viviamo in cui l’eco-sostenibilità e, prima ancora, la centralità della persona, siano garantite.

Dobbiamo tornare ad “abitare” Venezia, come cittadini che possono vivere la loro quotidianità in modo accogliente ed ordinato, in una città a misura di uomo nelle differenti stagioni della vita, a misura di famiglia. Senza ridurla ad una città che si racconta solo nei libri di storia e d’arte o a prodotto commerciale da vendere e consumare.

Il lavoro prezioso che la Procuratoria di San Marco svolge – e per il quale ringrazio non solo il Primo Procuratore ma tutti i Procuratori, il Proto, il personale e le maestranze che vi operano – rientra in tale prospettiva: dare nuova vitalità alla Basilica e all’intera città di cui proprio la Basilica è il cuore e il simbolo. Il lavoro della Procuratoria di San Marco è essenziale per continuare a raccontare a tutti che Venezia, iniziando dalla sua “Basilica d’oro”, è viva e intende ripartire ricostruendosi come civitas dai valori antichi, declinati secondo il nostro tempo.

Per questo, mentre siamo felici che la struttura del Mose cominci con una certa regolarità ad alzarsi per “salvare” la città dalle conseguenze delle acque più alte, insieme a coloro che hanno a cuore la Basilica e la vita di Venezia, siamo non poco preoccupati che non si sia ancora giunti a risolvere i gravi disagi portati dalle acque medio-alte non solo alle strutture ma anche alla vita quotidiana della città e delle persone.

La strada per la soluzione di tali questioni è lunga e irta di ostacoli. Rinnovo, quindi, il mio augurio alla Procuratoria di San Marco affinché onori sempre meglio i suoi compiti di salvaguardia e valorizzazione di un patrimonio inestimabile affidato alla cura e alla responsabilità di tutti, con interventi che si dispieghino in tempi consoni alle note urgenze”.

La Presidente della Commissione Premio Torta Paola Marini ha illustrato il lavoro svolto dalla Commissione alla quale ha collaborato Mario De Marchis, Vice Presidente dell’Ordine Ingegneri Città Metropolitana di Venezia. La Commissione ha visitato un certo numero di interventi interessanti ma ancora in evoluzione, quindi destinati ad essere presi in considerazione in futuro. Ad un certo punto ha constatato che il Premio Torta non era mai stato attribuito a San Marco e che la Commissione aveva l’onore di poter assumere una simile decisione e di farlo in un momento in cui essa riveste rilievo e significato particolarmente pregnanti. La Basilica marciana, infatti, non è solo uno dei grandi monumenti del mondo e un emblema di Venezia, ma è anche un vero e proprio laboratorio di scienza del restauro nel senso più alto ed articolato del termine. Accanto al Premio, ha spiegato la Presidente Paola Marini, è stata riservata una speciale Menzione d’onore alla Venice Gardens Foundation, per la lungimirante estensione del restauro all’ambito dei giardini storici, intrapresa a partire dal recupero dei Giardini Reali di San Marco.

MOTIVAZIONI DEL PREMIO E MENZIONE

La Procuratoria di San Marco ha ricevuto il Premio “per la vastità, la complessità e la qualità degli interventi dedicati alla conservazione della Basilica di San Marco, edificio sacro di eccellenza mondiale, emblema della città di Venezia. In forza della responsabilità attribuitale e in condizioni ambientali fattesi sempre più difficili per l’ubicazione nell’insula più bassa di Venezia e per il vertiginoso aumento del turismo di massa, la Procuratoria sviluppa con esemplare tenacia, altissima competenza e costante innovazione una continua azione di monitoraggio, di studio, di progettazione ed esecuzione, di documentazione e divulgazione, affrontando svariatissime criticità al più alto livello tecnico, all’interno di una visione organica del complesso monumentale. Grazie alle sue qualificate maestranze interne, continuamente formate sui saperi della tradizione e aggiornate sulla più recente ricerca, e grazie ad apporti esterni di altissima specializzazione, garantisce la trasmissione dei valori religiosi, culturali e artistici rappresentati dalla Basilica marciana e, al tempo stesso, ne assicura la fruizione”.

Con visibile emozione il Primo Procuratore di San Marco Carlo Alberto Tesserin ha indicato che il percorso del divenire per Venezia è di mettere a frutto a livello mondiale le capacità di attrazione e le ricchezze di cultura che ha. La Basilica sta vivendo una situazione estremamente difficile.

Ricordo gli accadimenti dell’acqua alta del 2018 e quelli della notte dell’”aqua granda” del novembre 2019, che ha divelto le finestre e allagato la cripta. Contemporaneamente alcune lastre di piombo a causa del vento sono cadute dalle cupole. Quella notte non sono riuscito a tornare a casa e ho dormito al Lido. Al mattino munito di stivali sono arrivato in Basilica, ho trovato un “operaio” vestito da operaio che lavorava con i nostri collaboratori e che cercava di rimediare ai danni. Era il nostro Patriarca Francesco Moraglia. Poi la pandemia. Abbiamo passato momenti terribili. Il percorso di Venezia è la cultura. Oggi è il tempo degli investimenti”.

Gianmario Guidarelli ha illustrato l’attività di conservazione e restauro della Procuratoria di San Marco ben sintetizzata nel pregevole libretto curato assieme a Maura Manzelle.

Sandro Boato, Presidente del Collegio Ingegneri Venezia, ha letto la Menzione d’onore a Venice Gardens Foundation per “aver esteso l’azione di restauro al grande patrimonio dei giardini storici, a cominciare dai Giardini Reali di San Marco, recuperati all’uso pubblico con competenza e passione, assumendosi altresì l’impegno ventennale della loro manutenzione, accompagnata da un’intensa attività di formazione, sensibilizzazione, valorizzazione, divulgazione”.

La Presidente di Venice Gardens Foundation Adele Re Rebaudengo ha ringraziato l’intera Commissione per la sensibilità sul tema dei giardini. “Troppo spesso dimenticati, e molte volte purtroppo violentati. I principi che guidano la nostra azione, un po’ eroica, sono rivolti al restauro del nostro importante patrimonio botanico e artistico e a restituire ai Giardini il ruolo fondamentale che essi ricoprono in un contesto sociale e comunitario. Il nostro Patriarca ha detto quanto è importante per le persone avere di nuovo dei luoghi per incontrarsi. I Giardini ci fanno pensare e sentire che non siamo fatti di sola materia ma anche di spirito. L’armonia con la natura ce lo ricorda in modo profondo e straordinario. Ringrazio il Demanio, la Soprintendenza e la Città di Venezia che hanno creduto nel progetto e ci hanno accompagnato durante la sua realizzazione e le Assicurazioni Generali per il fondamentale sostegno. Un ringraziamento naturalmente agli architetti Paolo Pejrone e Alberto Torsello per il loro straordinario lavoro e un particolare ringraziamento al capo giardiniere della Fondazione Edoardo Bodi che con il gruppo dei giardinieri ogni giorno si prendono cura dei Giardini con sapienza e passione. Grazie di cuore ai Volontari che ci aiutano con generosità a tutelare i Giardini Reali”. La Presidente ha concluso rivolgendo un invito a veneziani e non: “Venite sempre ai Giardini Reali perché la vostra presenza è per noi fonte di grande felicità”.

IL PREMIO TORTA DAL 1974

Istituito nel 1974 in memoria dell’ingegnere Pietro Torta, socio dell’Ateneo Veneto e per molti anni Presidente dell’Ordine Ingegneri Venezia, appassionato cultore dell’opera di restauro del patrimonio edilizio della città, il prestigioso riconoscimento viene assegnato a personalità italiane o straniere che si siano particolarmente distinte nel promuovere, progettare, dirigere o realizzare opere di restauro nell’ambito della Città Metropolitana di Venezia.

LA COMMISSIONE DEL PREMIO

La Commissione Premio Pietro Torta 2021 è composta da: Paola Marini (Presidente), Gianmario Guidarelli, Maura Manzelle e Mauro Marzo per l’Ateneo Veneto; Mariano Carraro e Roberto Scibilia per l’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, Sandro Boato ed Erio Calvelli per il Collegio degli Ingegneri della Provincia di Venezia.

GALLERIA FOTO 13 NOVEMBRE

VIDEO DI TUTTA LA CERIMONIA

PDF libretto XXXVI Premio Pietro Torta

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