L’ing. Marco Zennaro racconta la sua terribile esperienza ai colleghi dell’Ordine Ingegneri Venezia

Molto partecipato ed emozionante l’incontro del 4 aprile, nella sede dell’Ordine, con il collega ing. Marco Zennaro, che ha raccontato la sua terribile esperienza di sequestrato a Karthum, in Sudan, per quasi un anno.

Marco Zennaro, oltre che ingegnere iscritto al nostro Ordine, è imprenditore nell’azienda di famiglia, la Zennaro Electrical Constructions, con sede a Marghera, che opera da decenni nella produzione di trasformatori che vengono apprezzati e venduti in tutto il mondo.

A volte, però, contrasti con ditte concorrenti, contestazioni pretestuose, scarsa presenza di istituzioni appena affidabili, possono condurre le transazioni commerciali a esiti infausti.

L’esperienza del carcere sudanese, per 80 giorni, in un grande camerone con altre 40 persone, a una temperatura di cinquanta gradi, e del successivo soggiorno nell’ambasciata italiana di Karthum, certamente più civile, ma sempre sotto costrizione, è stata narrata da Marco con intensità, ma anche con naturalezza, pacatezza ed equilibrio, che hanno colpito i presenti all’incontro, in sala e in streaming, che hanno aderito all’invito del presidente dell’Ordine, Mariano Carraro.

Durante il periodo della sua prigionia, l’Ordine di Venezia si era affiancato ai numerosi enti, associazioni, persone che avevano chiesto e sostenuto, con varie iniziative, la liberazione di Marco.

Il suo ritorno a casa e al lavoro è stato accolto da tutti con grande partecipazione.

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