Si svolge a Catania il 67° Congresso degli Ordini degli Ingegneri, 100 anni dopo l’istituzione degli Ordini stessi (programma).
“METE, 100 anni e oltre” è il motto che lo distingue.
Per Venezia, partecipano il Presidente Carraro, la vicepresidente Domeneghetti e i consiglieri/e Campaci, De Marchis, Lazzarin, Scarpa, Trevisan.
Equo compenso dei professionisti e grandi e piccole opere, i temi principali; ma anche futuro della professione, vulnerabilità del territorio, disciplina edilizia.
Presenti tre ministri: Musumeci, protezione civile, dal vivo; Urso, imprese e made in Italy, e Salvini, infrastrutture, da remoto. Tutti con interventi concreti e di merito, a testimonianza dell’interesse e dell’attenzione che il mondo dell’ingegneria può e deve suscitare al massimo livello di governance del nostro Paese. Merito indubbio del Consiglio Nazionale Ingegneri e del Presidente nazionale, Mimmo Perrini ai quali vanno sentiti ringraziamenti.
GALLERIA FOTO
Crediti foto: Ordine Ingegneri Provincia Catania, ing. Francesca Domeneghetti, Ordine Ingegneri Taranto
MODULI E PROGRAMMA
I lavori si articolano su quattro moduli di discussione.
Il primo modulo è dedicato al “Green building e alla transizione energetica” per focalizzare l’attenzione sia della classe politica che dell’opinione pubblica sulla necessità di riformare in modo radicale i bonus per l’edilizia prevedendo una compartecipazione tra intervento pubblico e intervento dei proprietari di immobili. Ma il tema del green building consentirà di allargare lo sguardo non solo sulle potenzialità ma anche sui limiti degli interventi che l’ingegneria può mettere in campo nel segno della sostenibilità ambientale. Ai politici ed ai tecnici partecipanti al Modulo verrà richiesto di delineare un quadro di breve periodo legato agli interventi per il risanamento del patrimonio edilizio e per la rigenerazione urbana.
Il secondo modulo è dedicato al contributo dell’ingegneria per la cura delle fragilità del territorio. Nonostante molti sforzi siano stati compiuti e nonostante un discreto livello di finanziamenti pubblici siano stati messi a disposizione, alcuni eventi calamitosi restano difficili da prevenire efficacemente. La crisi climatica a cui stiamo assistendo, inoltre, induce sempre più frequentemente a fenomeni estremi che richiedono probabilmente una nuova capacità di visione delle modalità di contrasto al rischio idrogeologico. Il modulo, introdotto dal Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, farà il punto sul ruolo che l’ingegneria ha, e avrà ancor più nell’immediato futuro, nella gestione del rischio e negli interventi di cura del territorio.
Il terzo modulo tratterà le delicate questioni di equo compenso e codice dei contratti. Attraverso il confronto tra esperti, il Modulo si pone l’obiettivo di focalizzare il dibattito su alcune aree critiche della nuova disciplina dei contratti pubblici, in particolare su alcuni spetti legati all’appalto integrato, così come sulla effettiva applicabilità delle norme in materia di equo compenso.
Il quarto modulo, infine, tratterà il tema dell’intelligenza artificiale e industria 5.0. Il dibattito cercherà di rispondere a domande quali il ruolo dell’ingegneria nei processi di automazione delle linee produttive, anche in un’ottica di sostenibilità ambientale; l’impatto dell’Intelligenza artificiale nell’esercizio della libera professione; quali opportunità, nel nostro Paese, per un uso intenso della robotica collaborativa nei processi industriali.


























