Chioggia 2024 ⛵ Ingegneri per la Capitale Italiana della Cultura, ecco i temi chiave

L’Ordine Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia sostiene la candidatura di Chioggia 2024 Capitale Italiana della Cultura per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.

Presentiamo i temi chiave per Chioggia 2024 emersi nella riunione della Commissione Territorio dell’Ordine Ingegneri Venezia.

Nella sede dell’Ordine Ingegneri, oltre ai membri della Commissione e il Presidente ing. Mariano Carraro, il 18 febbraio 2022 erano presenti il Sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, il Gruppo promotore per Chioggia Capitale della Cultura 2024, il Presidente del Collegio Ingegneri Venezia, ing. Sandro Boato, il Presidente del Centro regionale di Studi Urbanistici del Veneto, ing. Maurizio De Gennaro, l’arch. Elena Olivo, docente presso l’Università di Udine e l’arch. Daniela Fabris di Torino.

TEMI PER CHIOGGIA 2024

1) Chioggia è una città ancora genuina e popolare, nella quale esistono ancora molte situazioni di interesse antropologico da svelare all’Italia tutta. Il Gruppo promotore per Chioggia Capitale della Cultura 2024 insiste molto su questo aspetto e trova appoggio convinto dai presenti e particolarmente dagli interventi dell’ing. Maurizio de Gennaro.

2) I punti di forza economica della città sono:

a) la leadership nazionale e internazionale (con Mazzara del Vallo) nel settore della pesca, settore che non è sufficientemente supportato da parallele iniziative di ricerca&sviluppo (sedi universitarie e di ricerca come CNR e altro), culturali, museali (con musei di nuovo modello, interattivi, mutevoli e coinvolgenti), enogastronomiche e fieristiche,

b) la compresenza di mare, Laguna e grandi foci fluviali, per favorire la nautica da diporto, la portualità e soprattutto il rilancio della navigazione fluviale attraverso le principali idrovie del Paese,

c) il turismo, per il momento soprattutto balneare, da implementare con un miglior legame con Venezia per ottenere turismo culturale durante tutto l’arco dell’anno.

3) Pedrocco ricorda che le “città di città”, o “città a grappolo di borghi”, rappresentano una opzione tutta da scoprire per un futuro nel quale, secolarmente, si dovranno assimilare ad un urbanesimo più raffinato le periferie del Novecento, creando in esse centralità altre rispetto ai centri storici o alle downtown. In questo caso Chioggia, per le sue dimensioni umane di città intermedia tra i grandi e i medio-piccoli centri, può rappresentare un prototipo importante, con un modello che non è riuscito né con i London boroughs, né con gli arrondissements parigini. Senza contare che le città a grappolo di quartieri autocentrati, sdanno anche migliori garanzie di isolamento di alcune parti rispetto al tutto in caso di epidemie.

3) La necessità di migliorare le strutture per lo sport viene messa in evidenza dal sindaco Armelao (stadi, palasport, piste ciclabili, luoghi per l’atletica e il canottaggio).

4) Lo stesso Armelao evoca la necessità di migliorare l’accessibilità alla città, sia sul piano stradale che ferroviario. L’ing. Pedrocco segnala il fatto che anche con poco si possono, a breve e per la candidatura, ottenere direttrici che potrebbero essere rafforzate nel tempo, anche cambiando modi di trasporto. Il modo più immediato per collegare turisticamente Chioggia all’Aeroporto Marco Polo potrebbe essere acqueo, con una linea che toccasse Murano, Arsenale, Lido e Pellestrina. Tale linea potrebbe avere inizialmente anche poche corse al giorno. Si tratterebbe di una linea inizialmente legata a Chioggia Capitale della Cultura. Un altro elemento di interesse potrebbe essere un piccolo vaporetto di linea nel Lusenzo e Canale Lombardo Vecchio di servizio ai vari punti espositivi e di visita alla città: Forte San Felice, Magazzini del Sale ai Saloni, Centro storico di Sottomarina, Centro Storico di Chioggia, parcheggi a Borgo San Giovanni, eccetera. Tutti concordano nel sostenere la necessità, in tempi comunque più lunghi di migliorare l’accessibilità ferroviaria, collegando Chioggia col nodo di Mestre e l’accessibilità stradale, con rafforzamenti della Romea e l’eventuale rilancio del tema della Romea Commerciale, ma ciò va ben oltre il tema della candidatura.

5) Chioggia si situa a cavallo tra Venezia e Ravenna, città che devono rilanciare il turismo dopo la pandemia. Essa è il maggior centro urbano tra le due città e può giocare un ruolo di volano per l’economia turistica di tutta la costa adriatica che tra esse si sottende, creando un punto di appoggio per sinergie con: le Valli di Comacchio e l’omonima cittadina, il Parco del Po, i Lidi Ferraresi e Polesani, tutta la Laguna sud.

6) Necessita aumentare i rapporti anche con l’entroterra veneto. Non è un caso se anche Vicenza si candidi a capitale della Cultura 2024, ma tra queste due realtà non c’è stato dialogo per operare una candidatura congiunta che sarebbe stata fortissima, e ciò nonostante i Santi protettori di Chioggia siano entrambi nativi di Vicenza e nonostante entrambe le città siano bagnate e siano state storicamente condizionate dal Fiume Bacchiglione, che come è noto sfocia in comune di Chioggia a Brondolo, assieme alla Brenta, fiume colà condotto dalla Serenissima e da successive vicissitudini otto-novecentesche.

7) Infine, Chioggia, capitale delle saline della Veneta Repubblica, dimentica l’importanza del Lusenzo, e pochi sembrano accorgersi delle potenzialità scenografiche di questo spazio acqueo che potrebbe diventare, come già avviene a Reykjavík, il centro della città. Inutile citare il Bacino di San Marco a Venezia, per dire che anticamente anch’esso non doveva essere un gran che. Certo, qui non si tratta della capitale economica dell’Adriatico e di un fiorente Stato da Tera e da Mar, ma opportuni inserimenti architettonici nel Lusenzo, magari legati ad aree di atterraggio per rigenerazioni urbane da crediti edilizi di diversa natura, potrebbero creare delle quinte architettoniche oggi inimmaginabili, delineando per il futuro una città tutta da scoprire. Ma per fare ciò ci vuole una buona dose di visioning seguita da una grande e lunga governance.



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