📘 Revisione Legge Speciale per Venezia: l’Ordine Ingegneri presenta il documento programmatico

“Il Gruppo di Lavoro Revisione Legge Speciale per Venezia istituito dall’Ordine Ingegneri Venezia – spiega il Presidente Mariano Carraro – ha il piacere di presentare pubblicamente un approfondito rapporto sulla revisione della Legge Speciale per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, un tema di fondamentale importanza per il futuro di uno dei patrimoni culturali e ambientali più preziosi del mondo. Ringrazio pubblicamente i colleghi ingegneri per l’impegno profuso per questo importante lavoro portato a termine lo scorso aprile: Marco Baldin, Francesco Baruffi, Mazia Boscolo Sale, Afro Massaro, Maurizio Pozzato, Antonio Rusconi, Giovanni Sandri, Roberto Scibilia e Davide Tiozzo”.

Il documento mette in luce la necessità di aggiornare e armonizzare il quadro normativo vigente, creando un sistema legislativo coerente che consenta all’Autorità per la Laguna NMAV di esercitare efficacemente i propri compiti di tutela e gestione.

La complessità della situazione attuale deriva dalla natura unica della laguna, che necessita di una gestione multidisciplinare e coordinata, integrando competenze ingegneristiche, urbanistiche, economiche, legislative e ambientali. Il rapporto sottolinea come l’attuale legislazione di salvaguardia, ormai obsoleta, richieda una revisione urgente che consideri le peculiarità del territorio e le sfide imposte dai cambiamenti climatici.

Tra le priorità a breve e medio termine individuate dal Gruppo di Lavoro, spiccano:

  1. la gestione regolare del sistema Mo.S.E., con una chiara definizione delle regole operative per la chiusura totale o parziale delle paratoie, e la manutenzione continua degli impianti;
  2. l’avvio di monitoraggi e sperimentazioni finalizzati alla definizione del Piano Generale degli Interventi, indispensabile per indirizzare le azioni successive all’entrata a regime del Mo.S.E.;
  3. la redazione e approvazione del Piano Morfologico, fondamentale per gestire l’equilibrio idrogeologico della laguna;
  4. l’aggiornamento dei piani urbani e delle infrastrutture, in particolare per il centro storico di Venezia e delle isole, con interventi mirati a contrastare l’innalzamento delle acque e a garantire la sicurezza e la vivibilità dei territori lagunari;
  5. lo studio di possibili soluzioni alternative e complementari al Mo.S.E., vista la sua natura non definitiva e la crescente incidenza degli effetti combinati di eustatismo e subsidenza, che potrebbero compromettere l’efficacia del sistema entro la fine del secolo.

Il rapporto richiama inoltre l’importanza di rilanciare il tessuto economico e sociale della città, contrastando fenomeni preoccupanti come lo spopolamento del centro storico e la dipendenza da una monocultura turistica. A tal fine, vengono evidenziati i settori scientifici, culturali e ambientali come leve strategiche per un rilancio sostenibile, attraverso investimenti pubblici mirati che stimolino iniziative imprenditoriali innovative e attraggano talenti.

Un capitolo centrale del documento è dedicato alla portualità, pilastro fondamentale dell’economia veneziana e veneta. Il porto commerciale di Venezia, nonostante alcune criticità infrastrutturali, rappresenta un nodo strategico nel traffico marittimo dell’Adriatico e un volano economico di primaria importanza, capace di offrire un’alternativa alla monocultura turistica. L’entrata in funzione del Mo.S.E. e le nuove normative sul traffico navale impongono una gestione attenta e coordinata per preservare l’equilibrio ecologico della laguna, garantendo al contempo la competitività del sistema portuale.

Il rapporto sottolinea la necessità di un forte coordinamento tra l’Autorità per la Laguna NMAV e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, per assicurare che gli interventi infrastrutturali rispettino le esigenze di tutela ambientale e sostenibilità a lungo termine. Questo coordinamento è particolarmente importante considerando le sfide poste dai cambiamenti climatici, quali l’innalzamento del livello del mare e l’aumento degli eventi meteorologici estremi, che influenzano direttamente la gestione della laguna e del sistema Mo.S.E.

Inoltre, il documento invita a un approccio aperto e partecipativo, coinvolgendo non solo gli esperti ma anche la comunità locale, le istituzioni e gli attori economici in un dibattito trasparente e condiviso, elemento essenziale per la riuscita di politiche efficaci e durature.

L’Ordine degli Ingegneri si propone come partner attivo e collaborativo, pronto a sostenere l’Autorità per la Laguna NMAV, anche nella fase di elaborazione di bandi e concorsi internazionali di idee, per favorire soluzioni innovative e all’avanguardia da parte di esperti e istituti di ricerca internazionali.

Infine, il Gruppo di Lavoro sollecita l’Autorità a passare rapidamente dalla fase di studio a quella operativa, attivando la convocazione del Comitato Istituzionale per la Salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, che rappresenta un momento cruciale per rilanciare il confronto e le decisioni strategiche su questo tema vitale.

La salvaguardia di Venezia e della sua Laguna è una sfida complessa che richiede un impegno congiunto, innovativo e sostenibile. Il documento del Gruppo di Lavoro dell’Ordine degli Ingegneri vuole contribuire in modo concreto a questo importante percorso, offrendo un quadro di priorità e indicazioni utili per costruire insieme il futuro di una città simbolo di storia, cultura e natura.

Il rapporto è stato inviato alla Prefettura di Venezia, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Provveditorato Interregionale per le OO.PP, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, all’Autorità per la Laguna di Venezia, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio del Veneto Orientale, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio per il Patrimonio Storico e Artistico e Demoetnoantropologico di Venezia e Laguna, al Consiglio Regionale del Veneto, alla Giunta Regionale del Veneto, all’Ufficio del Genio Civile Regionale, alla Città Metropolitana di Venezia, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Venezia, al Compartimento A.N.A.S. di Venezia, ai Consorzi di Bonifica della Città Metropolitana di Venezia, alla Camera Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Venezia e Rovigo, all’Associazione Costruttori Edili ed Affini della Città Metropolitana di Venezia, a Confindustria Veneto Est, agli Ordini e Collegi professionali della Città Metropolitana di Venezia, alla Federazione Ordini degli Ingegneri del Veneto e al Consiglio Nazionale Ingegneri.

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