Anteprima film “ing. Eugenio Miozzi, il Genio dei Ponti” allo Spazio Regione del Veneto, Mostra del Cinema di Venezia

L’Ordine e il Collegio Ingegneri Venezia hanno presentato in prima visione il film “Eugenio Miozzi – Il Genio dei Ponti”. L’evento si è tenuto lo scorso 6 settembre con i familiari e l’Assessore Corazzari nello spazio Regione Veneto al Festival del Cinema di Venezia.

L’opera, diretta dal dott. Tiziano Biasioli Belle Epoque Film, è stata prodotta per il 130^ anniversario della nascita ed il 40^ della morte dell’ing. Miozzi che costruì – solo per citare alcune realizzazioni – il Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, il Ponte della Libertà in soli 20 mesi, i ponti dell’Accademia e della Stazione, Piazzale Roma e l’autorimessa comunale (all’epoca la più grande in Europa).

Scrivono di noi…

 

 

 

Biografia ing. Eugenio Miozzi

Nato a Brescia il 16 settembre 1889, conseguì il 29 luglio 1912 la laurea in Ingegneria Civile presso la Regia scuola di applicazione per gli ingegneri di Bologna. Nello stesso anno si classificò al primo posto nel concorso per l’ammissione al Corpo Reale del Genio Civile.

Nel 1914 fu inviato in Libia, prima a Tripoli e poi a Bengasi, dove:

  • progettò il piano regolatore di Tripoli,
  • diresse i lavori marittimi per la costruzione del lungomare tra il molo dello Sparto e la pressa Hassan,
  • costruì il cimitero,
  • il palazzo delle Poste,
  • la manifattura tabacchi
  • le scuole di Sciara Misram.
  • costruì inoltre alcune strade coloniali.

Dopo la prima guerra mondiale prese servizio presso gli uffici del Genio Civile di Udine e poi di Belluno, dove iniziò una intensa attività di progettista di ponti, ricostruendo in primo luogo tutti quelli della provincia distrutti nel corso della guerra.

Nel 1926 fu inviato a organizzare e dirigere l’Ufficio del Genio Civile della nuova provincia italiana di Bolzano dove, in seguito alla costituzione dell’Azienda Autonoma Statale della Strada (AASS), nel 1928 fu destinato dal Ministero dei Lavori Pubblici a dirigere il Compartimento delle Strade Statali delle province di Belluno, Bolzano e Trento. Tra il ’28 e il ’30 ricostruì il tratto montano – da Borghetto di Verona al confine – della strada del Brennero con i suoi dodici ponti

Il primo febbraio 1931 assunse la carica di ingegnere capo della Direzione Lavori e Servizi pubblici del Comune di Venezia, incarico che avrebbe lasciato solo nel 1954, per raggiunti limiti d’età.

Protagonista delle vicende e delle metamorfosi urbane di Venezia per più di venti anni, progettò tutti i grandi interventi realizzati nell’area periferica occidentale, di accesso alla città dalla terraferma:

  • il ponte del Littorio, oggi ponte della Libertà (1931-33);
  • lo sventramento dell’edilizia storica, abitativa e manifatturiera, dell’area di Santa Croce per la creazione del terminal automobilistico di Piazzale Roma (1931-33);
  • l’autorimessa di Sant’Andrea qui realizzata, una delle principali opere di architettura razionalista a Venezia (1931-34);
  • l’escavo del Rio Nuovo e la costruzione dei ponti in legno, in mattoni e in pietra che lo attraversano (1932-33);
  • il ponte degli Scalzi, costruito in pietra d’Istria senza nessuna armatura (1932-34);
  • il ponte dell’Accademia, di legno (1933-34);
  • Progettò inoltre una strada di allacciamento tra il ponte Littorio e la via Romea attraverso il Lido e Chioggia (1933), anticipando i progetti di strade automobilistiche lagunari sviluppati negli anni Cinquanta e Sessanta.
  • Costruì la riva dell’Impero (oggi degli “Schiavoni”)
  • Tra il 1936 e il ’39 lavorò al restauro statico, al rinnovamento e all’ammodernamento del Teatro La Fenice,
  • tra il 1937 e il ’38 curò la sistemazione dell’area destinata alla mostra del cinema e provvide alla costruzione del Casinò Municipale al Lido.
  • Si occupò dei piani di urbanizzazione di Mestre e Marghera

Nel 1939 elaborò un progetto di massima per il risanamento di Venezia insulare, che conteneva un piano di escavo e di allargamento dei rii, la messa in opera di un sistema di rivestimento in calcestruzzo del fondo e la realizzazione di una rete fognaria pubblica.

Alla fine degli anni Trenta brevettò un sistema per la costruzione dei capannoni a volta in laterizio poi utilizzato durante la seconda guerra mondiale per la costruzione di aviorimesse, mercati coperti, serbatoi per carburanti e magazzini autarchici.

Nel dopoguerra si occupò della fognatura di Mestre. Conclusa nel 1954 la carriera di tecnico e dirigente pubblico, continuò a occuparsi dei problemi di Venezia e della laguna, approntando studi e progetti e avviando una ricchissima produzione pubblicistica.

Nella terza fase della sua carriera, si cimentò con alcuni temi classici dell’ingegneria del secondo dopoguerra:

  • progettò, in collaborazione con Angelo Scattolin, una autostrada galleggiante sullo stretto di Messina;
  • si occupò del restauro statico della torre di Pisa (1955 e 1975);
  • del campanile di Burano (1954 e 1963);
  • Nel 1959 si interessò della regolazione dei fiumi Dese e Marzenego, ai fini della salvaguardia dell’abitato di Mestre.

Progettista affermato e prolifico di impianti e grandi strutture, produsse con il figlio Giuseppe, suo principale collaboratore negli anni Sessanta, una enorme mole di progetti di massima ed esecutivi per l’autostrada Venezia-Monaco, nei tratti montani a due sedi stradali sovrapposte per poter essere transitabile anche d’inverno.

Col figlio progettò e realizzò il Mercato Ittico coperto di Venezia (dal 1950), oltre all’isola nuova del Tronchetto. Propose numerosi progetti di strade lagunari, galleggianti o subacquee, che prevedevano la realizzazione di nuovi terminal automobilistici a oriente di Venezia (1951-66), oltre a oleodotti sub lagunari, al nuovo porto di Sant’Ilario, petrolifero e industriale, al restauro del forte di sant’Andrea.

Ideò sbarramenti contro le acque alte a nord e a sud della città (1966), metodi di pressurizzazione delle falde freatiche e di chiusura dei pozzi artesiani, tecniche di rafforzamento delle barriere a mare, sistemi per contrastare l’erosione dei litorali, interventi per ridurre l’ampiezza delle bocche di porto.

Morì a Venezia il 10 aprile 1979.

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