Mariano Carraro sul tema del futuro della Laguna di Venezia – VIDEO E TESTO

Intervento dell’Ing. Mariano Carraro all’evento tenutosi a Venezia il 10 febbraio 2022 sul tema del futuro della Laguna di Venezia, oltre 30 anni di studi e ricerche. Ben 250 gli ingegneri partecipanti al Convegno organizzato dall’Ordine Ingegneri Città Metropolitana di Venezia, Collegio Ingegneri Venezia e il Patrocinio dell’Associazione Idrotecnica Italiana Sezione Veneta.

È da tempo che l’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia si occupa delle acque alte della laguna di Venezia e del MOSE, l’opera di difesa più importante e impattante da molti punti di vista.

È doveroso farlo perché Venezia è la nostra città capoluogo, perché la sua laguna è la più grande del bacino del Mediterraneo e poi perché Venezia, per la sua storia, per il suo rilievo architettonico, monumentale culturale, è sotto gli occhi del mondo.

Nell’ambito dell’Ordine di Venezia opera il Gruppo di Lavoro “Acque alte e MOSE” con l’obiettivo di acquisire e rendere patrimonio comune dei colleghi ingegneri gli studi, i progetti, i monitoraggi e tutto quanto è reperibile, per incrementare la conoscenza del fenomeno dell’acqua alta in laguna, negli abitati che vi prospettano e in particolare nella città di Venezia insulare.

È essenziale il taglio tecnico-scientifico che si vuole dare all’operato del Gruppo di lavoro, scevro da tutte le polemiche che in questi anni hanno inquinato la realizzazione delle numerose opere che sono state eseguite in laguna, il MOSE ovviamente in primis, e ovviamente prescindendo dalla vicenda giudiziaria che lo ha interessato.

È quindi con vero piacere che concorriamo a promuovere la conoscenza del libro che il prof Attilio Adami ha voluto scrivere sulla laguna di Venezia e sugli studi e ricerche che da oltre 30 anni sono stati fatti.

Lo ha fatto da grande esperto della materia: il prof Adami è stato titolare della cattedra di “Misure e Controlli” presso l’Università di Padova. È stato docente del corso di “Ingegneria del Territorio” della stessa Università. Ha ricoperto la carica di Direttore dell’Istituto di Idraulica, sempre a Padova. Per molti anni è stato anche componente del Comitato Tecnico del Magistrato alle Acque di Venezia. E’ stato altresì consulente del Consorzio Venezia Nuova, in quanto componente del proprio Comitato tecnico.

Insomma, grazie alle sue competenze in materia di idraulica, ha vissuto dall’interno l’intera vicenda del MOSE, della quale conosce ogni dettaglio, ovviamente dal punto di vista tecnico-scientifico.

Lo ringrazio quindi per volerci rendere partecipi di queste sue conoscenze e per averlo fatto con un libro a carattere divulgativo, che possa essere compreso da tutti coloro che hanno interesse e voglia di leggerlo, senza preclusioni e con la curiosità di sapere cosa è veramente successo alla laguna di Venezia, a partire dal 1500, quando per la prima volta venne spostata la foce del Brenta, su progetto di Fossombroni, Artico e Paleocapa. Confesso che questo inquadramento storico mi è piaciuto veramente molto.

Ringrazio anche l’ing. Marco Baldin, efficientissimo e competentissimo coordinatore del nostro Gruppo di lavoro “MOSE e Acque alte”, ma ringrazio anche i colleghi del Gruppo che forniscono sempre uno stimolante apporto alle attività del Gruppo medesimo.

Ringrazio gli altri relatori del convegno di oggi, ing. Redi e ing. Pozzato.

Ringrazio il prof. Bixio che introdurrà i relatori e concluderà il nostro incontro odierno, e che qui rappresenta l’Associazione Idrotecnica Italiana, in quanto Presidente della Sezione Veneta, la quale ha promosso il convegno, assieme all’Ordine e al Collegio Ingegneri di Venezia.

Ringrazio l’Ordine di Padova che ha fornito il necessario sostegno alla realizzazione del libro.

Ringrazio la Presidente dell’Ateneo Veneto, dott.ssa Antonella Magaraggia, che ancora una volta ospita le attività dell’Ordine Ingegneri di Venezia, come più volte è successo in passato. E mi piace ricordare in proposito il convegno che organizzammo assieme propri qui, 2 anni fa, l’8 febbraio 2020, sull’onda delle acque alte eccezionali dell’autunno 2019.

E ringrazio l’ing. Sandro Boato a cui cedo la parola.



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